Chiarimenti della Cancelleria di Casa d’Este Orioles in merito alle informazioni e attività di divulgazione di maldestra denigrazione, sulla piattaforma wiki
È giunta a conoscenza di questa Casa la pubblicazione, sulla piattaforma wiki araldicando.miraheze.org, di una voce anonima che contesta l’autenticità della Lettera Patente concessa il 30 ottobre 1798 da S.A.S. Ercole III d’Este, fondamento del patrimonio dinastico di questa Casa. La piattaforma è amministrata dal Sig. Marco Pilla (San Martino Siccomario, Pavia), il cui nome figura pubblicamente quale responsabile dell’associazione “Araldicando” e del sito commerciale titolinobiliari.com. Ogni riferimento che segue concerne esclusivamente tale soggetto.
Primo — Anonimato e conflitto d’interesse. La voce non reca firma, qualifica dell’autore, né dichiarazione di conflitto d’interesse. È ospitata su un wiki self-hosted gratuito, privo di comitato scientifico e di procedura di peer review, amministrato dallo stesso Sig. Pilla, che esercita a pagamento un’attività concorrente nel medesimo settore — con servizi di concessione araldica, iscrizioni a pagamento in un autoproclamato “Albo d’Oro della Nobiltà Contemporanea” a 550 € + IVA, e certificazioni varie.
Secondo — La Patente è aperta alla verifica qualificata. La Lettera Patente del 30 ottobre 1798 è autentica, conservata nel Patrimonio Araldico di questa Casa, e aperta all’esame di chiunque possegga le credenziali per valutarla. Questa Casa accoglie con favore la verifica scientifica da parte di chi soddisfi, cumulativamente:
(a) formazione accademica presso università accreditata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, in discipline storiche, archivistiche, diplomatiche o paleografiche;
(b) pubblicazioni peer-reviewed in araldica storica e diplomatica dinastica;
(c) indipendenza e assenza di conflitto d’interesse nel mercato araldico-nobiliare;
(d) identità dichiarata, con responsabilità personale del proprio giudizio.
Il Sig. Pilla non soddisfa nessuno dei quattro requisiti.
Terzo — Quadro storico-giuridico. Ercole III d’Este non abdicò mai ed era vivo il 30 ottobre 1798 (morì a Treviso il 14 ottobre 1803). I precedenti di sovrani deposti non abdicati che hanno continuato a esercitare il ius honorum in esilio — Stuart, Carlisti, Borbone delle Due Sicilie, Borbone-Parma, Imperiali Romanov — sono codificati nei Principi di Edimburgo della International Commission for Orders of Chivalry (1962).
Gherardo Aldobrandino Rangoni Terzi, Marchese di Castelvetro e Levizzano, già Ministro degli Interni e vice-presidente del Supremo Consiglio di Conferenza del Ducato estense, legato a Ercole III da oltre vent’anni di servizio e sua scelta fiduciaria alla guida della Reggenza nel maggio 1796, risiedeva fra Padova e Venezia negli anni dell’esilio del Duca. Che possa aver compiuto un atto personale su richiesta dell’ex sovrano appartiene alla normale prassi aristocratica del tardo Settecento. Chi intenda escluderlo ha l’onere di dimostrare una rottura personale fra i due — di cui nessuna fonte accademica reca traccia.
Quarto — Il profilo del contestatore. Il Sig. Marco Pilla si presenta pubblicamente con un’immagine di autorevolezza istituzionale che non corrisponde ai fatti verificabili.
(i) Rivendica il titolo di «Conte» e discendenza dai «Conti Pilla di San Protaso e Gerrechiozzo» — genealogia ricostruita da Lui stesso nel proprio archivio privato e pubblicata su testate di cui è Egli medesimo autore; non risulta in Spreti, Crollalanza, Annuario della Nobiltà Italiana, Libro d’Oro della Consulta Araldica, né nei fondi indicizzati degli Archivi di Stato di Piacenza o di Pavia. Può Egli indicare volume, pagina ed edizione di una sola opera nobiliare autorevol indipendente che attesti la Sua casata?
(ii) Presenta una registrazione presso l’Office of the Chief Herald of Arms of Malta come «riconoscimento governativo di discendenza». Tale Ufficio, per competenza statutaria, rilascia o registra stemmi e ne pubblica notizia nella Government Gazette; non certifica discendenze nobiliari italiane, e l’ordinamento maltese vieta allo Stato il riconoscimento di titoli nobiliari. Perché un atto araldico-amministrativo viene presentato al pubblico come validazione governativa di lignaggio?
(iii) Figura — o figurava, avendo Egli stesso dichiarato di essere «in attesa di rinomina» — nell’albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio presso il Tribunale di Pavia in «genealogia e scienze documentarie». Tale incarico è funzione tecnica circoscritta a singoli quesiti giudiziari; non conferisce autorità giurisdizionale sul merito araldico-nobiliare. Può indicare un solo procedimento in cui sia stato nominato CTU con oggetto “riconoscimento di titolo nobiliare”, con relativo numero di ruolo?
(iv) Si fregia dei titoli di «perito araldico» iscritto alla CCIAA di Pavia, «Maestro Araldico» e di una «laurea honoris causa in Scienze delle Comunicazioni Araldiche». L’iscrizione al Ruolo dei Periti, ai sensi del D.M. 29 dicembre 1979, non richiede titolo di studio obbligatorio, né anni minimi di esperienza, né certificazione esterna; la medesima CCIAA dichiara che l’iscrizione ha «pura funzione di pubblicità conoscitiva» e non è abilitante. Quanto alla «laurea honoris causa in Scienze delle Comunicazioni Araldiche»: nel sistema universitario italiano non esiste un corso di laurea con questa denominazione. Quale ateneo accreditato dal MIUR ha deliberato tale conferimento, con quale atto del Senato Accademico?
(v) Accosta nelle proprie biografie l’iscrizione CCIAA, il ruolo di CTU e una posizione di arbitro presso un «Tribunale Arbitrale di Milano» descritto come «riconosciuto dal Ministero degli Interni». Su quale base giuridica, posto che l’arbitrato in Italia è materia del Ministero della Giustizia (e il Ministero dell’Interno non ha competenze in materia?
(vi) Commercializza, a 550 € + IVA, l’iscrizione in un «Albo d’Oro della Nobiltà Contemporanea» che coincide con il wiki araldicando.miraheze.org, gratuitamente ospitato su piattaforma self-hosting, amministrato dalla Sua associazione «Araldicando» (C.F. 96087060180, P.IVA 02980540187), privo di comitato scientifico e di peer review. Informa preventivamente i clienti che l’«Albo d’Oro» venduto è una pagina wiki da Lui stesso modificabile?
(vii) Su quel medesimo wiki pubblica anonimamente la contestazione qui in oggetto, senza indicazione di segnatura archivistica completa (fondo, serie, busta, fascicolo, carta) del documento che afferma di aver confutato. Quando e dove ha personalmente consultato i fondi dell’Archivio di Stato di Modena ai quali la voce generica rinvia?
Quinto — La contraddizione dirimente. Il Sig. Pilla rivendica pubblicamente, sul proprio sito commerciale titolinobiliari.com, alla voce «Onorificenze», un «Riconoscimento privato “comitale” di casa D’Este Orioles concesso dal capostipite della stessa» nell’anno 2019. Si noti che nello stesso passaggio Egli scrive «S.A.S. Antonino V Etse Orioles» — ortografia ed enumerazione dinastica entrambe errate in bocca a chi si proclama «Maestro Araldico».
Le due affermazioni — la voce wiki e le «Onorificenze» sul Suo sito commerciale — non possono coesistere. Delle due, l’una: o la Lettera Patente del 1798 è autentica, e allora la contestazione wiki è insincera; o la Patente non è autentica, e allora il “Riconoscimento comitale 2019” dal Signor Pilla esibito come onorificenza è privo di valore, ed è tenuto a rimuoverlo dalla Sua biografia. In quale delle due Sue affermazioni, Sig. Pilla, ha mentito al pubblico?
Questa Casa rimette all’interessato la scelta, e al lettore il giudizio.
Per ogni ulteriore comunicazione, questa ci si rimette alla propria sede ufficiale.
Dato dalla residenza, in data 30 Maggio 2026.



