La rappresentazione Artistica dell’ Albero Genealogico è stata realizzata dallo Studio Araldico Cimino di Palermo e porta la data del 18 Febbraio 1918.
Il documento è conservato negli Archivi di Famiglia ed è di proprietà della Stessa. L’Albero Genealogico contempla le date che vanno dal primo insediamento conosciuto in Sicilia della Famiglia d’Este (Lo Studio Araldico, per la realizzazione ha fatto riferimento storico a importanti documenti notarili datati: 11.05.1604- 04.07.1635- 16.06.1683-02.08.1687- 11.04.1715 – 06.11.1733 e fino al 1812, attraverso gli Archivi Parrocchiali e di Curia) fino alla data di nascita di Antonino d’Este Orioles, nonno dell’attuale Capo di Nome e d’Arme della Famiglia, che vide i natali appunto nel 1900.
In questa versione grafica dell’Albero Genealogico, non sono stati riportati molti nomi di componenti della Famiglia di sesso Femminile, inoltre non sono stati riportati i rami e le discendenze di : Don Pancratium, Donna Anna, Donna Beatrice e Don Sebastianus, (quondam 1733) probabile capostipite del Ramo Desti, Desti Baratta e successivamente Destro. E’ noto inoltre, che nella metà del 1800, un Francesco d’Este si è trasferito negli Stati Uniti d’America. Sarebbe il bisnonno del famoso scrittore Carlo d’Este conosciuto come il maggiore biografo del Generale Patton.
Nelle immagini, l’originale studio Genealogico della Famiglia, curato dall’Archivio Araldico Cimino, nella stesura originale datata 20 Aprile 1912. A seguire la trascrizione e l’aggiornamento del 20 Febbraio 1922, sempre a cura dell’Archivio Araldico Cimino (1) di Palermo.
(1) note sull’Archivio Araldico Cimino:
L’Archivio Araldico Cimino (noto anche come Istituto Araldico Cimino) di Palermo è stata una delle più celebri e storiche istituzioni private italiane dedicate allo studio dell’araldica, della genealogia e delle memorie storiche familiari, con una spiccata specializzazione sulle casate del Regno di Sicilia e del Mezzogiorno.
1. Origini e Fondazione (1790)
Fondato a Palermo nel 1790 su iniziativa della famiglia Cimino, l’istituto nacque durante gli ultimi anni della Sicilia borbonica. In quel periodo, la nobiltà feudale e la classe notarile e borghese dell’isola sentivano un forte bisogno di documentare, organizzare e legittimare il proprio patrimonio di titoli, feudi, parentele e blasoni.
Nel corso dell’Ottocento e del Novecento, l’Archivio divenne un punto di riferimento primario a Palermo per chiunque volesse ricostruire le origini della propria famiglia o ottenere la raffigurazione grafica ufficiale (blasonatura) del proprio stemma di casata.
2. Le Attività Principali dell’Istituto
L’Archivio Cimino non si limitava a conservare documenti, ma svolgeva un’intensa attività professionale e di studio:
Ricerche Genealogiche e Documentali: Gli esperti dell’archivio consultavano archivi parrocchiali, rivedoli (censimenti siciliani), atti notarili, contratti matrimoniali e registri di investiture feudali per ricostruire la linea di discendenza diretta di una casata.
Redazione di Diplomi e Attestati: Rilasciava eleganti documenti d’epoca su pergamena o carta pregiata, spesso miniati a mano, recanti lo stemma a colori della famiglia, la descrizione araldica (blasonatura) e un sunto della storia familiare.
Conservazione e Indicizzazione: L’archivio accumulò nel tempo migliaia di bozzetti di stemmi, estratti genealogici, alberi di famiglia e note sui feudi siciliani (come baronie, contee e principati).
3. Natura Giuridica e Valore Storico
Per comprendere appieno la natura dell’Archivio Cimino, è fondamentale distinguere il suo ruolo privato da quello delle istituzioni statali:
Istituzione Privata vs. Organo di Stato:
L’Archivio Cimino è sempre stato uno studio/archivio privato. Non era un organo dello Stato (come lo fu in seguito la Consulta Araldica del Regno d’Italia). Di conseguenza, i suoi certificati o “diplomi di nobiltà” avevano valore storico, peritale e araldico-privato, ma non costituivano un riconoscimento legale formale da parte del Sovrano o dello Stato.
Oggi, con l’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana (1948), i titoli nobiliari non sono più riconosciuti dalla legge (XIV Disposizione Transitoria e Finale). Di conseguenza, il valore del fondo documentario dell’Archivio Cimino è:
Storico-Genealogico: Un punto di partenza indispensabile per tracciare la storia delle famiglie siciliane e del Sud Italia.
Iconografico e Artistico: Una straordinaria miniera di rappresentazioni grafiche di stemmi e blasoni dell’araldica civica e familiare siciliana.
4. Dove si Trovano i Documenti Oggi?
Con il passare dei decenni e la cessazione dell’attività dell’istituto nella sua forma originaria, il vastissimo patrimonio cartaceo e i registri accumulati dal 1790 sono stati in parte conservati dagli eredi, mentre diverse perizie, estratti e volumi sono confluite in collezioni private, archivi di studiosi di genealogia o mercati antiquari. Molti diplomi originali rilasciati dall’Archivio Cimino sono tuttora custoditi come memorie storiche custodite da famiglie italiane e discendenti di emigrati siciliani in tutto il mondo.