Capua 20 e 21 Ottobre 2017 – Celebrazione del Capitolo

Riceviamo dal Comm. Prof. Dott. Antonio Moretta e con piacere pubblichiamo

 

 

“Vetustissimae calena urbisantistites” così è inciso nella iscrizione apposta sopra il medaglione di San Castocon l’effige del primo Vescovo della antichissima cattedrale romanica di Calvi Risorta che è senza dubbio alcuno il monumento più importante, rappresentativo e nel contempo ben conservato, del “Medioevo Caleno” (città di Cales VIII secolo D.C.) la cui costruzione è riferibile tra la fine dell’XI secolo e la prima metà del XII secolo D. C. La Cattedrale Romanica è stata eretta su vestigia risalenti presumibilmente al II secolo in era Romana. A pochi chilometri dalla città di Capua in riva al fiume Volturno.

Il Gran Maestro dell’Ordine dei Santi Cataldo e San Giuliano l’Ospitaliere S.A.S. Il Duca Antonino d’Este Orioles ha voluto celebrare, presso la stupenda e carica di storia Cattedrale Romanica, la “Cerimonia di Vestizione e di Elevazione alla Dignità Cavalleresca” che si è tenuta qui il 20 e 21 ottobre 2017 (venerdì e sabato).

I telegiornali italiani annunciavano mal tempo al nord d’Italia con tendenza a scendere dei temporali al meridione. Si vede che il Buon Dio, avvisato del programma dell’Ordine, abbia presumibilmente inviato un tempo di tarda estate limpido e sgargiante, inondato di sole per il gaudio degli organizzatori (Luogotenente Generale dell’Ordine S.E. Marchese Don Fabrizio Mechi Barone di Salle e suoi assistenti) e delle Dame ed ospiti invitati al sodalizio.

Grande scelta oculata e prestigiosa quella del Gran Maestro di scegliere questo sacro luogo per la grande annuale cerimonia e per ubicare la sede meridionale dell’Ordine.

Il pomeriggio del venerdì (sempre in Basilica e sotto la pedissequa direzione del Gran Maestro e la preziosa assistenza del parroco reggente Mons. Antonio Santillo) si è tenuta la riunione conviviale che ha gettato le basi della successiva cerimonia officiata dal Cappellano Magistrale Monsignor Luigi Casolini di Sersale e Monsignor Paolo Cartolari (sempre coadiuvati da don Antonio Santillo). In quella occasione e nella navata centrale della chiesa, dopo la SS. Messa, si sono “Benedette” le Insegne ed Onorificenze assieme alle “Cocolle” “Cappe e “Veli” per le Signore.

La notte del venerdì ingoiava le auto nella polvere del viale che riconduceva le persone convenute alla strada Statale prima e poi alle loro case o all’Hotel Capys di Capua dove alloggiavano gli invitati venuti dalle varie parti del mondo per l’occasione. Quante stelle nel cielo limpido e quanti sentimenti scossi negli animi dei postulanti che stavano per trascorrere una notte di veglia e riflessione prima di ricevere le loro onorificenze il sabato successivo.

Giunge con immanenza la fatidica giornata del 21 ottobre 2017 ed alla spicciolata il sagrato della Basilica Romanica si riempie di auto che portano i fedeli in chiesa. L’organizzazione efficiente dell’apparato ecclesiale indica a ciascuno la propria ubicazione. I Cavalieri si sono recati nella splendida Sacrestia della chiesa per la vestizione e preparazione psicologica, prologo alla sottomissione della Investitura che sarebbe seguita. Subito la campana austera del vecchio campanile spande il sonoro “din-don” per l’aria che già si fa satura di religiosità. È arrivata l’ora di dare inizio alla cerimonia; sono le 17 e 30.

Sotto la cappella centrale dove è ubicato il “Presbiterio” con al centro, in posizione sopraelevata, il settecentesco Altare Maggiore Sulla balaustra a gradini e verso sinistra, era alloggiato un complesso musicale di archi, canto, organo e coro che ha allietato tutti coi canti religiosi e musiche sacre per tutto il tempo della cerimonia conferendo all’austero ambiente romanico quell’aura di religiosità pervasiva che è entrata nel profondo degli animi dei fedeli tutti convenuti ed ha reso sublime il lungo tempo trascorso per la SS. Messa corale.

La processione di ingresso in Cattedrale è stata un susseguire di emozioni e di trasmigrazioni di sentimenti quando la processione d’ingresso con gli abiti di cerimonia (un fiume di colore celeste come il cielo e bianca come l’anima di chi sta andando a prendere la comunione), presieduta dal Cavaliere con Spada e Decorazioni Investenti, entrò solennemente nella navata centrale seguita dai Cavalieri associati in Cocolla d’ordinanza. Le dame indossavano la Cappa ed erano seguite da Cavalieri Padrini prima e poi dai Cavalieri Vessilliferi seguiti a loro volta dai Cavalieri e Dame Delegati di Commenda ed ancora dai Magistrali e Luogotenenti. Che spettacolo il silenzio che ha seguito l’ingresso rotto al fine solo dal canto corale e musica sacra bellissima.

Austera la SS. Messa e Comunione dei Monsignori ma “Magistrale” è stata l’Omelia di Don Luigi Casolini che pioveva sui fedeli come un lavacro di devozione e spinta religiosa nel mentre somministrava con voce ferma ma suadente il Vangelo dalla prima lettera dei Corinzi (Paolo 1.13) e dalla seconda lettera di San Paolo Apostolo agli Efesini (6 10-18) sul tema della carità, amicizia, dedizione e fratellanza dei popoli; citando il Buon Samaritano ed alcuni momenti di altruismo e dedizione al prossimo bisognoso come è nello spirito dell’Ordine dei Cavalieri : “la carità Cristiana”. Un’omelia che ha consacrato la cerimonia ponendola a livelli di lode ecclesiale e magistrale elevatissimi.

Infine il Gran Cancelliere Conte Massimiliano Pulvano Guelfi ha dato lettura del “Proclama” che ha visto:

-La ammissione all’Ordine dei sigg. Rodolfo Fanini e Francesco Chianese col Rango e Dignità di “Cavaliere”;

-Delle Signore Maria Cristina Risita, Elisabetta Corvino e Rosa Altavilla col rango e Dignità di “Dama d’Onore”;

-Dei Signori: Massimiliano Polini, Giorgio Greco, Angelo Abbate, Diego Spanò e Michel Pentasuglia col Rango e Dignità di “Cavaliere Ufficiale”;

-Dei Signori: Antonio Moretta; Giugliano Pagnani, Mario Festa e Antonio Giacomozzi al Rango e Dignità “Commendatore”;

-Il Signor Antonio Cruciano al Rango e dignità di “Grande Ufficiale”:

-La Signora Sara Iannone Arcioni al Rango e Dignità di “Dama di Commenda con Placca”;

-Il Signor Giuseppe Salerno è stato “Ammesso All’Ordine” con il Rango e la Dignità di “Cavaliere di Gran Croce”.

Ogni cosa al mondo ha un inizio e una fine. Anche le cose belle e ponderose come la cerimonia dell’Ordine dei Santi Contardo e Giuliano l’Ospitaliere trovano l’immanente proprio termine. La Sacrestia si riempie di voci, brusii, commenti, abbracci, compiacimenti, scambi, saluti e consegna di biglietti da visita con promesse di rincontri. Gli animi scossi iniziano a sedimentarsi ed affiora nel cuore di ognuno il vero senso della cerimonia ed il significato profondo delle investiture avvenute che hanno decretato la appartenenza di uomini e donne allo sparuto complesso di uomini votati al proprio sacrificio orientato solo all’altrui bisogno.

Si è fatta sera inoltrata e si sente il bisogno della felice normalità incombente con una sontuosa cena di gala organizzata nei saloni dell’hotel “Capys”. Nei volti dei commensali si legge la serenità del momento ed il piacere di stare assieme e di scambiare umori e sentimenti dai vari angoli del mondo ma tutti concentrati sulla stessa causa.

Prima di iniziare le libagioni il Gran Maestro pone il coperchio alla grande cerimonia con un discorso fatto di fratellanza, amicizia e sacrificio votati al sorriso degli altri e specie per i derelitti. Ha sottolineato che senza un sorriso non c’è vita e che, seppur infinitesima, una goccia nel mare è sempre qualcosa e sempre ci sarà un sorriso di chi, questa goccia, assaporerà.

Il grande nostro Padre Spirituale Don Luigi Casolini impartisce la Santa Benedizione che da inizio alla cena di Gala allegramente protratta tra il vociferare allegro dei commensali e le foto di rito per immortalare i sentimenti che altrimenti non avrebbero nel ricordo una configurazione. Sono arrivate le ore piccole che chiusero la importante ed unica nel suo genere giornata conviviale.

Mi corre l’obbligo di rivolgere qui al motore ed anima di questo sodalizio, Il Duca Antonino d’Este Orioles, un ringraziamento particolare a nome di tuti i componenti dell’Ordine Cavalleresco.

Mi addormento con una ultima naturale riflessione: “Non fare del bene se la tua opera non produce un sorriso….. è il sorriso il mattone dell’amore per il prossimo”.

Comm. Antonio Moretta

 

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